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Polo Culturale San Francesco
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Il polo culturale San Francesco è una struttura polivalente, riaperta al pubblico nel settembre 2007, che comprende: un Auditorium, un Museo Storico Archeologico, una Biblioteca, una Sala Espositiva, un Centro di Educazione Ambientale ed un Orto Botanico.

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Il complesso conventuale di San Francesco a Monterubbiano, posto in posizione privilegiata, nella parte più alta del colle, in pieno centro storico, fu oggetto, nel corso dei secoli, di numerose trasformazioni ed ampliamenti. In linea con i principi ispirati al valore evangelico della povertà, propri degli Ordini Mendicanti, la Chiesa ed il Convento furono costruiti secondo criteri architettonici semplici e utilizzando materiali reperiti in loco.

Il manoscritto dell’Altobelli, segnala la presenza dei frati francescani a Monterubbiano già dal 1243, ma la fabbrica partì per volontà del beato Matteo, nel 1247, anno in cui Papa Innocenzo IV, concesse 40 giorni di indulgenze a chi “con offerte et elemosine” contribuisse alla realizzazione del Convento e della Chiesa. La struttura originale della primitiva Chiesa, a navata unica con capriata a vista, ricalcava la tipologia della “chiesa fienile”, così come il Convento era un fabbricato di limitate dimensioni che disponeva di stanza da letto ed di laboratori dove i frati lavoravano i prodotti coltivati all’interno del chiostro. Successivamente, come riferito dall’Altobelli, l’edificio fu ampliato e la Chiesa già rimaneggiata nel 1428 con la sostituzione della copertura a capriate con volte a crociera, fu trasformata portando l’originaria lunghezza di circa m.16 a circa 32 metri “…lunga 72 cubiti e larga 26 cubiti….” ( Cod. 30 Altobelli, 1620).

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Agli inizi del seicento è databile l’ulteriore trasformazione della Chiesa con il capovolgimento dell’altare maggiore dalla parte dell’antica porta, documentata dalla data 1622, incisa sopra la trabeazione del portale dell’attuale ingresso. Nell’inventario redatto nel 1728 si fa riferimento esplicito al chiostro, mentre si descrive un appartamento del Padre Maestro consistente in: - … una sala, tre stanze ed una piccola libreria collegato al resto del convento da un corridoio. Altri locali di servizio e di lavoro sono disposti al piano terra comprendenti un nuovo refettorio verso ponente, destinandosi il vecchio a dispensa, un magazzino per il grano ed altri locali di deposito. Sempre al piano terra sono localizzate altre stanze per i frati laici, officine e cucina …- Il Convento disponeva, allora, di una stalla e di un pozzo. Al piano superiore, era ubicato il dormitorio consistente in cinque camere, alcuni locali di servizio ed il corridoio che conduceva all’appartamento del Padre Maestro.- … I dormitori e le camere erano ornati di quadri e di tutto ciò che fosse necessario ai frati, i quali costituirono ivi una comunità esigua non superire mai a sette frati ed un laico (Arch. Vescovile di Fermo).

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Nel 1811, con le soppressione degli ordini religiosi decretata da Napoleone, furono requisite la maggior parte delle opere d’arte tra cui il polittico di Pietro Alemanno raffigurante la Vergine con Bambino e numerosi santi, oggi conservata a Milano Pinacoteca di Brera. Con la Restaurazione del 1816, il Convento riuscì a sopravvivere fino al 1860, anno in cui fu definitivamente soppresso.

Nel 1876 il Convento venne adibito a caserma e la Chiesa abbandonata, fu trasformata prima in magazzino e poi in falegnameria. Nell’ultimo secolo, il piano superiore del Convento divenne Asilo Infantile, mentre il piano inferiore fu destinato a servizi socio-sanitari, fino agli interventi di recupero finanziati dal Sisma del 1997 e dalla Comunità Europea Fondi Docup Ob.2 2000-2006, in cui l’Amministrazione Comunale destinò il complesso, Chiesa e Convento, a Polo culturale e centro propulsore della vita culturale della città.

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